Una storia senza fine

La storia d’amore di Gherardo e Mary in Uaxe , edito dalla casa editrice Kimerik, è piena, forte che finisce bene. Questo è un romanzo che piacerà tantissimo alle romanticone – come me – un libro ampio, complesso nella sua articolazione. L’insieme risulta scorrevole, piacevole, di compagnia perché la trama è bellissima, farà innamorare sicuramente tante lettrici, e spero anche tanti lettori. L’autore nell’intervista mi ha stupito per la sua vivacità e assoluta disponibilità, gli auguro tanta fortuna.

Partiamo dal titolo che è assolutamente esplicativo riguardo al libro, ma molti non lo sanno, ci vuole dire cosa significa e del perché della sua scelta? Il titolo significa in inglese: “You are for ever”, lo avevo ideato apposta per eludere eventuali curiosità di suo marito, poi è rimasto così, non so se ho fatto bene o male, di seguito ho aggiunto: “se il tempo tornasse”, ma se dovessi rifare una nuova pubblicazione, potrei modificare il titolo.

Ha scritto una storia d’amore con l’ “A” maiuscola, ed è la sua storia! Per il pubblico ci racconti a grandi linee la trama. Esiste una presentazione del libro su internet alla voce http://www.uaxe.it, che nel video annesso spiega un po’ di cosa si tratta. Ora le riassumo brevemente.

E’ la storia di un amore senza tempo che dura dagli inizi della vita (a dieci anni) e prosegue per il resto dell’esistenza, nonostante le vicissitudini, delusioni, avventure, dolori, speranze e lontananza. E’ il racconto cronologico di ciò che è accaduto dall’inizio attraverso il nascere e lo svilupparsi di un grande amore in mezzo ad un ambiente che sembrava essere stato creato per i due giovani piccioni. Poi si descrive l’apparente fine ma in seguito si scopre non essere così, dato che il resto della vita del protagonista, passa di avventura in avventura, da una fidanzata ad un altra, da una bottiglia ed un altra, ma che nulla può cancellare il ricordo, la sensazione di quell’amore. Dopo ventinove anni di vita spesa ricercando la “sensazione” insostituibile di lei, scatta la decisione irrevocabile: rivederla e farle capire che lei è stata e sarà per sempre the only one.

La storia è tutta rigorosamente reale, solo il nome della protagonista è stato cambiato, dato che, apparentemente, non sto simpatico al marito.

 I periodi storici citati nel testo sono realmente accaduti, com’è ricaduta su di essi la scelta? Buona domanda. Tutto è rigorosamente reale, mi sono attenuto alla nuda realtà, dato che all’inizio lo scritto era indirizzato solo a lei e poi perché non essendo provvisto di grande fantasia, mi sono dovuto attenere a ciò che era realmente accaduto. Infine posso dire che scrivere raccontando a lei cosa avevo provato, scoprii che era una vera lunga, sincera, commovente, appassionata, irrinunciabile dichiarazione d’amore.

“L’importante è non arrendersi MAI”, lei così dice ed è questo il messaggio del libro, avere tenacia e non accasciarsi dinanzi alle difficoltà; non c’è mai stato un momento, un episodio, nella sua vita che ha dovuto accettare la sconfitta e arretrarsi? Non arrendersi mai, è la mia concezione della vita e dopo anni e anni la stessa mi ha dato ragione. Nonostante ciò, c’è stato un momento in cui ho dovuto arrendermi, quando nel Natale del 1968, mi sono ammalato il giorno prima d’incontrarla in segreto a Londra (dove saremo potuti restare noi due soli per otto giorni…), in quel momento ho provato per la prima volta cosa voleva dire “rinunciare”, che non è “arrendersi”. Anche Wiston Churchill, prima di me disse che non bisogna arrendersi mai, se si crede fermamente in qualche cosa!

Quanto tempo ha impiegato per elaborare e sviluppare tutto il materiale per il libro? Il suo romanzo consta di molte pagine… Per elaborare tutto il piano relativo all’incontro casuale a Panama, per la sua complessità, ho impiegato un anno e mezzo, ma per scriverlo circa 5 mesi, mettendomi a tavolino per 8 ore il sabato e la domenica senza distrazioni di ogni genere. Sono stato fortunato ad avere avuto questa opportunità ed è stata una coincidenza, anche se gli indiani dicono che le coincidenze non esistono.

Pubblicare questo libro ha significato divenire uno scrittore oppure è stata solo l’azione estemporanea di avere una cosa da raccontare e l’ha raccontata? Questa è un’altra domanda interessante e sarò sincero con lei. Agli inizi pensavo che fosse una necessità dover scrivere, era l’unico strumento che avevo a disposizione per raggiungerla discretamente. Poi ho scoperto che analizzando le sensazioni, riuscivo a descriverle e questa è stata una piacevole sorpresa, alla fine ci fu chi disse che scrivevo bene (Fernanda Pivano) e quindi proseguii raccontando altre storie per la protagonista ed ora sto scrivendo una serie di racconti di mare autobiografici, che però ahimè, anche se divertenti, non trattano di donne (che è l’unica cosa per la quale  vale la pena vivere intensamente).

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