Finché tornerà ancora l’alba

finche-torneraGiuseppe Rossi, medico di Foggia, è autore di Finché tornerà ancora l’alba, edito dalla Kimerik. I protagonisti, veri o presunti, sono alla ricerca dei sogni, dei desideri mai realizzati, di un posto in particolare che non siamo stati in grado di raggiungere oppure di rischiare tutto per trovarlo.

Come nasce Finché tornerà ancora l’alba? Per cercare una speranza nel clima di incertezza generale che ci circonda. Da troppo  tempo viviamo una crisi sociale, lavorativa, politica, economica e di valori, che sembra non voler finire. Sui mass media i soliti soloni e i guru di turno non sanno trovare altri colori che quelli grigi del pessimismo per dipingere il nostro futuro. Uno stato sociale sempre più smantellato, precario, senza risorse. Una società in cui i valori di un tempo sono saltati e i nuovi stentano ad arrivare. Mi sono chiesto se fosse ancora possibile ritrovare le ragioni per progettare e costruire un mondo migliore. E ho cercato nel nostro passato quelle forti, ancora valide. Per ripartire.

Cosa racconta questa sua opera? Un lungo sogno, alla ricerca di una società migliore, viaggiando nel tempo attraverso epoche storiche del nostro passato. Incontrando personaggi emblematici delle stesse. Eroi grandi e piccoli che hanno costruito la nostra storia, ritrovando le ragioni genuine del loro messaggio. O lasciando che il lettore le trovi. Il vecchio marinaio Salim, disilluso e consapevole delle cose veramente importanti della vita, convince il giovane Morgan, in cerca di risposte, a seguirlo nella sua ricerca di una misteriosa isola su cui si troverebbe una macchina del tempo. Si imbarcano sull’Albatros, un veloce veliero con un equipaggio straordinario, e partono verso sud. Lungo il viaggio Salim racconta a Morgan del mondo degli anni ‘50 dei suoi contadini, mondo spazzato via dall’industrializzazione agricola. Mondo che sparirà del tutto quando chi l’ha vissuto non ci sarà più. O quando non ci sarà più nessuno a parlarne. Intanto, grazie a una magica spada che riporta i simboli del bene e del male delle civiltà terrestri più antiche, l’Albatros riesce a effettuare viaggi nel tempo, attivati cliccando una selezione di sette segni sulla stessa. Tutto inizia da una collina affollata di gente che ascolta Gesù di Nazareth nel discorso delle beatitudini. Gesù predica un mondo di amore, perdono, pentimento e salvezza contrapposto a quello della spada, della vendetta, della disuguaglianza e della violenza imperante. Il viaggio prosegue alla corte di re Artù, dove conoscono il mondo dei cavalieri della tavola rotonda, la loro fede incrollabile nel santo Graal e nel codice cavalleresco. Un codice che non riesce a guarire un mondo in crisi e che solo il santo Graal può risollevare. Per questo i cavalieri lo cercano, senza sosta. Infine, il viaggio li conduce da Saladino che cinge l’assedio a Gerusalemme occupata dai cristiani durante le crociate, quando le civiltà erano in guerra in nome della fede. È un Saladino stanco di un mondo trasformato in terra di conquista in cui abbiamo smarrito il sentiero originario di purezza. È stanco di guerreggiare, ma non può tirarsi indietro. Ripreso il viaggio, Morgan e Salim incontrano Isaac Newton e ne conoscono l’entusiasmo contagioso per la scienza, il suo metodo di ricerca scientifica per capire le leggi della natura e migliorare il mondo. Poi, i nostri viaggiatori visitano il Titanic in attesa di salpare per il viaggio inaugurale verso New York. Transatlantico ritenuto inaffondabile, simbolo di un’epoca, frutto di una fiducia smisurata nella tecnologia costruttiva navale e nella scienza, affonderà nelle gelide acque del nord, a causa di un iceberg, mettendo fine alle certezze incrollabili di un’epoca. L’equipaggio dell’Albatros conoscerà anche il mondo dell’orrore atomico di Hiroshima, attraverso il tragico racconto di un sopravvissuto. Successivamente, in un bar, attraverso le immagini d’epoca in bianco e nero alla tivù, Morgan e Salim rivivono l’epopea della conquista dello spazio, il primo uomo sulla luna. L’Albatros raggiungerà anche il mondo incontaminato dei primitivi di San Salvador prima dell’arrivo delle caravelle spagnole e della “civiltà”. Infine, incrocerà Gandhi che, alla testa di una folla di seguaci, si appresta a una marcia non violenta sulle saline di Dharasana per sconfiggere l’impero britannico e conquistare l’indipendenza per l’India. L’Albatros conoscerà anche il mondo degli schiavi al tempo dei faraoni, la loro rivolta e il grido di libertà dopo un’epica battaglia. L’equipaggio dell’Albatros si imbatterà, poi, nei pirati del capitano Barbanera sulle tracce del più grande tesoro di tutti i tempi, fra mappe del tesoro autentiche e fasulle, tra duelli in cappa e spada e sfide vinte solo con l’astuzia. Il viaggio è intessuto delle canzoni di Bill, il suonatore di liuto alla corte di re Artù, che declama in versi il suo amore non ricambiato per una pulzella; di Ciro, il cuoco napoletano dell’Albatros, che suona il mandolino quando lo assale la nostalgia per la sua Napoli lontana; di Mc Reed, marinaio dell’Albatros, che arpeggia le corde della chitarra pensando alle verdi colline della sua Scozia. Alla fine del viaggio, il vecchio Salim ritrova il suo amore perduto anni prima, e Morgan parte verso la settima isola, dove è ancora possibile edificare un mondo nuovo. Dalle pagine del romanzo prendono vita mondi diversi, in nome della fede, della scienza o di un diverso vivere sociale. Mondi legati a scelte, per la nostra maledizione o la nostra salvezza. Fra certezze scientifiche e verità apparenti, tra fede incrollabile e ateismo strisciante, tra utilizzo della fede e della scienza per fini bellici o per un mondo migliore, fra guerre inevitabili e pace possibile, proveremo a scegliere. Finché tornerà ancora l’alba e i gabbiani torneranno a volare.

I personaggi appartengono al mondo reale o sono solo frutto della sua fantasia?  I personaggi del romanzo, anche se in origine reali, sono rivisitati dalla fantasia e dalle emozioni dell’equipaggio dell’Albatros nella sua ricerca di un mondo migliore. Newton, Saladino, Gesù di Nazareth, Gandhi, appaiono in una luce diversa dalla storia, anche se il loro messaggio è conservato e ampliato dalla necessità dei tempi attuali di illuminare percorsi nuovi al nostro cammino. L’insolito viaggio descritto nel romanzo si scoprirà alla fine dello stesso che è stato tutto un sogno. O forse no…

Quanto tempo ha impiegato per terminare il suo libro? L’ultimo quinquennio della mia vita l’ho trascorso mettendo nero su bianco emozioni che non facevano dormire, cercando sentieri che conducessero oltre la selva oscura delle mie giornate, combattendo la strana sensazione di non riuscire a decifrare cosa si nascondesse oltre l’orizzonte che mi appariva ogni mattina più ampio e luminoso. Poi, giorno dopo giorno, le pagine hanno disegnato un viaggio che ho ritenuto condividere con i lettori.

Il suo posto “particolare” in cui ha sognato di trovarsi? Ai piedi di una collina affollata di gente che ascolta un uomo vestito di bianco che, dalla sommità della stessa, predica un mondo nuovo. Rivoluzionario per il suo tempo, fatto di amore, pentimento e perdono, redenzione, uguaglianza e pace.

Lei ha rischiato per ottenere quello che desiderava? Per un sogno si può anche mettere in gioco la comoda sicurezza delle cose che si hanno. Io l’ho fatto.

La professione di medico come si collega alla sua attività di scrittore? Confrontarsi ogni giorno con la sofferenza, con la speranza del malato di vincere la malattia e tornare a una vita normale, strappargli un sorriso, regalargli un attimo di serenità, sottrarlo al dolore e all’angoscia di perdere tutto, è il regalo più grande che possa ricevere dal mio lavoro. Ed è fonte d’ispirazione per le mie notti al tavolino. Oltre che della mia crescita umana. Il lavoro mi tiene con i piedi per terra, vicino a chi soffre. Forse riuscirò a salvare il mio paziente o forse no. Io ci proverò con tutte le mie forze e le conoscenze scientifiche a mia disposizione. E il mio paziente lo sa.

Che genere di libri ama leggere? Buoni libri. Nella mia vita ne ho letti quanti più ne ho potuto. Da Seneca a Platone, da Cicerone a Plutarco, da Boezio a Moliere, da Russell a Voltaire, da Nietzsche a Leopardi, da Umberto Eco alla Fallaci; da Montanelli a Gibran, da Hemingway a Joice, da Pavese a Ungaretti, da Moravia a Garcia Marquez…Come amici sempre disponibili cui chiedere consiglio e conforto nei momenti di tempesta, loro sono là sugli scaffali, fari nella notte a guidare le mie vele verso terra.

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2 thoughts on “Finché tornerà ancora l’alba

  1. Interessante. Molto buona l’intervista. Poi, strana cosa, come colpiscono certi dettagli. Come ci sta la Fallaci tra gli ltri autori che ama? Il bello del confronto (anche tra diverse idiosincrasie)..
    Grazie della segnalazione. Credo che lo leggerò.

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