Parusia – il ritorno

parusiaCarlo Forni Niccolai Gamba è neurochirurgo e scrittore, appassionato di libri e di storia, dopo molte pubblicazioni di rilievo e di successo si ripresenta al pubblico con un nuovo romanzo, edito dalla Kimerik, Parusia – Il ritorno.

Ci racconti la trama del suo romanzo Parusia- il ritorno. In un tempo indeterminato, in un sobborgo di Gerusalemme una studentessa musulmana ama un coetaneo e ne rimane incinta. Per evitare le prevedibili conseguenze per se stessa e la propria famiglia, fugge e dopo un viaggio avventuroso trova rifugio in un’enclave cristiana nella Palestina islamica. Qui è perenne l’inimicizia fra giovani musulmani e cristiani e frequenti avvengono zuffe al confine. Nel piccolo paese vivono due cugini che trascorrono un’infanzia felice e spensierata. Nell’età della loro adolescenza qualcosa interviene a rompere il loro rapporto di fratellanza. Kaifa, dal carattere calmo e riflessivo, decide di recarsi a Betlemme per studiare presso il convento dei francescani. Said, irrequieto e ribelle, deluso e indispettito per il distacco dall’amico fraterno, lascia l’enclave e si unisce a un gruppo di musulmani, che lo indottrinano e lo convertono all’Islam. Ciascuno dei due farà il suo percorso: Uno come religioso fino al più alto vertice della Chiesa, l’altro come terrorista internazionale. I due agiscono in un mondo globalizzato, diviso in blocchi contrapposti in lotta fra loro, dove l’economia prevale sui valori morali e la solidarietà, in un intreccio di fattori storici, fedi politiche e religiose, scelte complesse fra emancipazione e tradizione, fra desiderio di pace e necessità di lotta. Un giorno le loro esistenze si uniranno in un finale drammatico.

Da quale esigenza nasce? Sono credente, quindi ho sentito il dovere di dimostrare che l’amore prevale su tutto, anche sui mali peggiori del mondo e che il bene può scaturire anche dall’odio più profondo. In secondo luogo volevo puntare il dito contro i danni sociali ed economici di un’eccessiva prevalenza della Finanza sull’Economia di mercato. Non ho voluto trascurare l’argomento della divisione fra le religioni cristiane, problema che la Chiesa dovrebbe risolvere per raggiungere la pace nel mondo, nel rispetto di tutte le altre religioni. Dopo lunghi anni di professione come neurochirurgo, una volta andato in pensione ho deciso di fissare sulla carta e condividere pensieri, sensazioni, idee, così a lungo represse nel mio intimo.

Per chi non lo sapesse, cosa significa “Parusia”? È un termine greco che significa “Il ritorno” e si riferisce all’escatologia cristiana che prevede il ritorno di Cristo alla fine dei tempi, dando luogo, come nel sottotitolo, a una “Terra nuova sotto cieli nuovi”, espressione usata da Giovanni nell’Apocalisse (21-1).

Si immedesima nei suoi personaggi? Qualcuno ha un carattere autobiografico? Sinceramente non c’è un personaggio che mi rappresenti, anche se in seno al romanzo traspaiono mie competenze personali, derivanti prevalentemente dalla mia professione di medico chirurgo. Anche le mie esperienze adolescenziali come boy scout si riflettono in alcuni episodi, insieme con il mio amore per la Natura e l’Avventura. Non ultimo la mia Fede, che traspare in tutti i miei personaggi.

Quali sono le sue grandi passioni? La passione per la chirurgia è nata in me all’età di tredici anni, alimentata poi da uno zio chirurgo. A questa professione ho dedicato tre quarti della mia vita. Accanto a questa vi è l’amore per mia moglie, i miei figli e adesso per i miei nipoti. Poi gli sport motoristici (Formula 1 e MotoGP) e lo sci, che ho anche praticato. Devo dire che alcuni successi ottenuti dai libri che ho pubblicato, hanno rinforzato notevolmente la mia passione per la scrittura. In particolare questo romanzo recentemente è stato classificato secondo al Premio Internazionale Gabriele d’Annunzio 2016.

Come riesce a conciliare la sua professione, l’essere marito, padre e nonno insieme alla scrittura? Ho iniziato a scrivere romanzi abbastanza recentemente, dopo essere andato in pensione e quando i miei figli avevano già preso le loro strade. Da due anni vivo da solo insieme a mia moglie in un piccolo paese della Val Badia e, a parte un poco di volontariato e lunghe passeggiate ammirando la natura, quasi incontaminata, ho molto tempo a disposizione in perfetta sintonia con mia moglie, che sin qui ha condiviso con me quarantotto anni della sua vita.

Come trascorre una giornata nella totale quotidianità di casa? Mi sveglio molto presto al mattino, mentre mia moglie ama trattenersi a letto più a lungo. Un paio di volte la settimana presto servizio in una casa di riposo. Vado volentieri a Messa in Paese al mattino presto nei giorni feriali, poi faccio una passeggiata nei boschi quando il tempo lo consente. Do volentieri una mano a mia moglie nelle faccende di casa mentre m’interessano poco i programmi televisivi. Per il resto scrivo quando ho l’ispirazione, in questo caso anche in piena notte.

Si ritiene totalmente soddisfatto delle scelte che ha fatto nella vita? Credo che nessuno possa dirsi totalmente soddisfatto. Certo che le scelte importanti come la professione, il matrimonio, l’educazione dei figli, la scelta di mettermi a scrivere mi hanno dato e mi danno grandi soddisfazioni. Poi ci sono altre scelte che avrei potuto fare e non ho fatto o che avrei potuto o dovuto evitare, soprattutto in campo economico. Tuttavia ritengo di poter dare un giudizio positivo a tutta la mia vita, anche se nessuno è buon giudice di se stesso.

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