Alla ricerca della libertà

nel-mondoVincenzo Catalani è autore di Nel mondo, ma con lo sguardo verso Dio, un romanzo di narrativa ma anche autobiografico. È una ricerca della vera libertà nel mondo e nella vita di tutti i giorni insieme all’aiuto della religione, con il sostegno di Dio. Un romanzo che può aiutarci a vedere le cose in maniera differente, ma anche come guida e sostegno per affrontare le difficolta e gli ostacoli quotidiani. Un libro leggero nella lettura ma importante nei contenuti.

Lei è un ingegnere, cosa l’ha portata a scrivere un libro di narrativa? Proprio il mio lavoro di ingegnere mi ha fatto conoscere un settore (l’edilizia) e un ambiente (il tribunale) in cui ho potuto scoprire che lo smisurato e diffuso desiderio presente nell’uomo comune di raggiungere ricchezza e potere prima o poi porta la società cosiddetta civile al fallimento e, in particolare, all’incapacità di riconoscere che la ricerca del bene comune porta al raggiungimento della soddisfazione personale. Anche l’attività parallela di docente di costruzioni e la scoperta di una società che snobba il merito e l’impegno a vantaggio di qualità fondate sulla furbizia e la sopraffazione, mi ha ulteriormente convinto della necessità di puntare a favorire (attraverso concorsi importanti e trasparenti) l’avanzamento di giovani seri e motivati.

Ci racconti un po’ la trama del suo testo. Nel libro, autobiografico, il protagonista, Eduardo Lamberti, è un giovane molto intelligente che già da ragazzo decide di non sprecare la sua esistenza inseguendo obiettivi futili e banali, ma di utilizzarla sentendosi sempre a posto con gli altri e con la sua coscienza. E’ fortemente intenzionato a farsi trovare sempre pronto nei momenti importanti e, per ultimo, anche di fronte alla morte. Si guarda intorno alla ricerca di persone che possano attrarlo per intelligenza, bontà d’animo e modo di comportarsi nel rapporto con gli altri, ma scopre che la maggior parte degli uomini, privi della loro maschera quotidiana e delle loro ipocrisie incravattate, non possono soddisfare il suo desiderio di verità. La delusione di fronte alla debolezza umana e alle sue ipocrisie, lo porta a farsi guidare dalla Parola di Dio. Le sue esperienze di vita lo confermano ogni giorno di più, è sbagliato conformarsi alla mentalità di questo mondo e, nonostante i tanti insuccessi, continua a credere nei valori più alti della vita. Guidato dal desiderio di comprendere la vera libertà, Eduardo accetta di portare la Parola di Dio ai carcerati e scopre inaspettatamente che l’uomo è schiavo di se stesso e delle sue bramosie: i carcerati che si sono incontrati con Dio vivono un’esperienza mortificante, ma sono spesso più liberi di chi si trova fuori dalle sbarre, ma non riesce a dare un senso alla sua vita.

A chi può risultare utile leggere Nel Mondo, ma con lo sguardo verso Dio? Penso che il libro possa risultare utile a tutti e, in primis, a coloro che hanno ancora voglia di mettere in discussione se stessi e le proprie scelte di vita. Ci si può trovare d’accordo o in disaccordo con il punto di vista del protagonista, ma si deve riconoscere che la felicità non consiste nel raggiungere tutti lo stesso traguardo. La vita non è così piatta come sembra e Dio ha i suoi percorsi misteriosi per giungere a ciascuno di noi. Tuttavia credo che soprattutto i giovani, bombardati quotidianamente da messaggi meschini e deprimenti, possano trovare un momento di riflessione e scoprire che c’è una vita ricca di valori, lontana e diversa da quella che vivono tutti i giorni.

Lei è sempre stato credente oppure è un percorso che ha intrapreso in seguito? Sì, sono sempre stato un credente, ma la fede ha bisogno di una sua maturazione e va purificata, come l’oro nel crogiolo: dopo la prova, l’uomo esce più forte e può fare meglio la volontà di Dio. Tuttavia la fede non è un percorso solitario, ma può essere vissuta pienamente in cammino con altri che condividono la nostra stessa esperienza. Proprio per questo ho cercato percorsi in comunione con altri. In particolare, prima dell’annuncio della Parola di Dio ai carcerati, nel Cammino neocatecumenale e dopo anche nel Rinnovamento nello spirito.

Essere credente cosa le ha donato? Mi ha consentito di vivere e di camminare come tutti quanti gli altri uomini, ma mi ha donato la consapevolezza di poggiare i piedi sul terreno roccioso, trovando quella pace che mi consente di non esaltarmi nelle esperienze positive e di non deprimermi in quelle negative.

Al momento sta scrivendo, sempre sullo stesso genere, oppure sta spaziando su altri argomenti? Al momento sto riflettendo su molti argomenti e sto gustando la gioia di aver scritto, dopo pubblicazioni di carattere tecnico scientifico, un testo di narrativa. Questa esperienza è stata molto più gratificante della prima, per cui mi piacerebbe ripeterla.

Cosa attende dal futuro? Mi piacerebbe continuare a scrivere, trasmettendo qualcosa di positivo, oltre che importante e duraturo.

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