Un libro guida

viaggio-a-montsegurViaggio a Montsegur di Giuseppina Rosa Costa è una lettura interessante e appassionante; si imparano molte cose che aiutano la nostra personalità ma soprattutto a vedere meglio il mondo, le evoluzioni delle cose. La scrittura risulta scorrevole, solo un po’ complessa in alcuni passaggi, ma l’argomento trattato lo necessita. L’incontro con l’autrice è stato molto positivo perché è servito, anche, come chiave di lettura.

Di cosa tratta il suo libro? La struttura letteraria, in pratica, consiste nella narrazione del diario personale collocato in un tempo preciso: dall’aprile 1998 al dicembre 1999, all’interno della quale si susseguono eventi, incontri, acquisizioni di conoscenze che, a loro volta, generano riflessioni, intuizioni, riconoscimenti che riconnettono a vite passate sia personali sia della storia umana in generale. Particolarmente denso di simbolismo e significato quel biennio, dato che già Rudolf Steiner, fondatore dell’Antroposofia, morto nel 1926, in una sua conferenza, ebbe a dire che gli anni ‘98/99 sarebbero stati un punto cruciale per l’Umanità del terzo millennio in quanto si sarebbero scontrate forze spirituali opposte: l’una  vuole  che l’uomo acceda al un livello superiore di consapevolezza,  maturando il proprio SE’, cioè la propria individualità; l’altra che invece opera affinché gli esseri umani continuino ad essere intrappolati nell’IO di gruppo come gli animali .  Il libro, nelle sue variegate forme espressive, ha come filo conduttore questo tema.

Ci descriva più dettagliatamente il suo percorso iniziatico che ha avuto come guida il catarismo. Il Catarismo ha rappresentato, ad un certo punto della mia vita, un catalizzatore, un convertitore di energie inconsce che si erano messe in movimento da almeno 4 o 5 anni. Il punto di partenza, più o meno consapevole, è stata una crisi esistenziale come credo che capiti a ogni persona, a causa di cambiamenti o cicli di vita che, in ogni caso, generano ansia, insicurezza, perdita di certezze, finanche calo di autostima.  Ero ritornata a vivere nel 1994 nella mia casa di Sesto San Giovanni, in un piccolo appartamento con tre cani femmina e una gatta, nate e cresciute libere in campagna ed io con loro avevo vissuto, da contadina, all’aria aperta nei lavori agricoli per ben 11 anni.  Nonostante l’avessi desiderato questo cambiamento, le difficoltà di adattamento mi avevano logorato. Nel 1995 mio marito ed io aderimmo ad un Ordine Iniziatico Tradizionale che faceva riferimento al Rosicrucianesimo, buttandomi a capofitto nello studio e nelle pratiche proposte, proprio perché avevo bisogno di compensarmi, di ricostruirmi una nuova identità. Qualche anno dopo, apparve per caso, ma il caso non esiste, una donna che mi coinvolse nelle sue credenze o visioni ed io, contravvenendo alla mia abituale riservatezza e diffidenza, ne ero rimasta affascinata e l’avevo seguita.  Da quel momento si era susseguita tutta una serie di avvenimenti che descrivo nel libro e che mi hanno portato ad un autoriconoscimento all’interno del Catarismo che, a sua volta, si richiama al Cristianesimo delle origini e al sincretismo gnostico, fino alla religione dell’antico Impero persiano di Ahura Mazda, il Signore Saggio, e del suo profeta Zarathustra. Evidentemente questa autoconoscenza come appartenenza ad una Energia Cosmica specifica, ad una Egregora piuttosto che ad un’altra, era nel mio “piano di vita” e, quando sono stata pronta, si è materializzata, si è “fatta carne”.

Il pubblico, cosa può trarre dalla sua pubblicazione? Intanto il venire a conoscenza dell’esistenza dei Catari, questo popolo martire vissuto nel Sud della Francia e nel Lombardo-Veneto dal 1150 al 1350 circa, considerato eretico dalla Chiesa di Roma e sterminato dall’Inquisizione che fu istituita proprio per quello scopo. Ora è un argomento di nicchia, dodici anni fa era una voce nel deserto.  Ovviamente, al di là della condivisione storica ufficiale, come sempre scritta dai vincitori, essendo stata per me un’esperienza dell’anima, ho dato la mia interpretazione personale, mediata dalla cultura e dalla forma mentis che ho acquisito nel corso di questa incarnazione. Il libro potrebbe, in qualche modo, proporsi come guida, un esempio di conoscenza e di trasformazione di sé, imparando a cogliere il significato evolutivo di tutto ciò che va a comporre la nostra biografia personale.

Quali interessi possiede, oltre a scrivere ovviamente, nel tempo libero? Mi interesso degli avvenimenti del mondo e della condizione umana e animale sulla Terra, anzi della Terra stessa, non più con la passione rivoluzionaria e illusoria della gioventù, bensì con la consapevolezza e la compassione buddhica, maturate con l’avanzare dell’età che, in ogni caso,  porta con sé il necessario distacco emotivo dalle cose di questo mondo per preparare la transizione all’Altro.

Nel suo percorso di vita qual è stata la cosa più importante? Sicuramente la relazione con mia madre. Causa del suo carattere molto egocentrico e dominante, l’anaffettività di cui aveva sofferto nell’infanzia, è stata determinante nell’impostazione della mia vita, nel bene e nel male.  Appena adolescente sono rimasta orfana di padre; in famiglia l’energia maschile era stata molto indebolita dalla personalità destrutturante di mia madre e, morto lui, il bersaglio inevitabilmente ero diventata io.  Forse perché sono nata Leone ascendente Scorpione (per chi s’intendesse di psicologia astrologica), forse perché già mi ero fatta una corazza quasi impenetrabile, come si dice, sono riuscita, sia pure con difficoltà e sensi di colpa a non farmi fagocitare.  Certo è che tutto ciò che ho fatto nella vita ha avuto sempre un’unica spinta originaria: sottrarmi al dominio distruttivo di mia madre, con la quale peraltro ho convissuto fino a 34 anni e che, nonostante tutto, ho amato e rispettato.  Mi sono autoeducata a resistere ad ogni forma di potere, sopraffazione e autoritarismo sia personali che collettivi, a non piegarmi, a rialzarmi ogni volta. I teorici della reincarnazione dicono che la madre si sceglie; per oltre la metà della vita ero stata convinta di avere sbagliato scelta.  Poi, con la maturità ho capito, invece, che avevo avuto bisogno di questa esperienza per sviluppare consapevolezza, responsabilità, resistenza e capacità di trasformazione del potere, inteso come dominio. Ogni incarnazione ha una sua ragione evolutiva, avendo la Terra funzione di pianeta ospedale e scuola, nella quale poter conseguire la guarigione spirituale.

Ha in progetto di scrivere altri libri? Io scrivo per me, per bisogno personale sia intellettuale che emozionale. È una forma di meditazione, di rapporto profondo con me stessa, di decifrazione dei messaggi dell’inconscio.  Questa fase di scrittura è quella della gioia interiore, del collegamento con lo Spirito ed è il massimo della gratificazione.  Solo da un anno e mezzo, in settantaquattro anni di vita, mi è venuta l’ispirazione a pubblicare qualche lavoro: un piccolo libro, autopubblicato con Amazon “AURISIDALBA: una storia d’amore, avventura e magia – Aurora, Iside, Alba, tre cagnoline la cui vita è stata straordinariamente amorevole, fantastica, messaggera di un altro mondo.  Successivamente questo “VIAGGIO A MONTSEGUR” con la Kimerik, testo che però risale al 2004.  Mi propongo di riscrivere la parte storico-teologica de “I Catari e la loro missione”, pubblicato sul mio blog www. albarosa.it, alla luce di una reinterpretazione più rivolta alla dimensione della civiltà europea, del suo sviluppo e del suo declino. Al momento ho nel cassetto un manoscritto da sociologa-economista, più che da filosofa-spiritualista, che mi ha dato l’occasione di studiare e approfondire i meccanismi economico-finanziari dominanti e la loro influenza nella vita degli esseri umani. Sì, ho già qualche ispirazione per qualcosa di nuovo che metta in moto energie positive di autoguarigione, oltre che per me, anche per chi mi leggerà; ma, come si dice, il futuro è nelle mani di Dio.

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