Il gioco crudele degli scacchi

MauresingQuesto è il secondo romanzo di Paolo Mauresing che leggo e devo ammettere che ha talento e grande stile. La Teoria delle ombre, pubblicato nel settembre 2015, è un libro che parla degli scacchi come un’eterna lotta tra il bene e il male, ma soprattutto come un’arte per cui vivere e sopravvivere.

Il protagonista del romanzo è Alexandre Alekhine, campione del mondo di scacchi per circa un ventennio, è stato trovato morto la mattina del 24 marzo 1946 nella sua stanza dell’Hotel do Parque, a Estoril (Portogallo). Quella mattina il cameriere, incaricato per portargli la colazione, lo trova seduto sulla sua poltrona, gli scacchi davanti, indossando il suo cappotto. Le perizie mediche liquidano subito il tutto adducendo ad asfissia. Il mistero sulla sua morte aleggia ancora oggi, del come e del perché.

Il caso è stato trattato troppo sommariamente e troppo frettolosamente, perché un uomo che sta nella sua camera d’albergo dovrebbe indossare invece della sua solita giacca da camera un cappotto?

Ma questo, leggendo il libro, è solo uno dei tanti quesiti che Mauresing si pone, il romanzo presenta una struttura fondata totalmente su fatti reali, attorno, ci costruisce riflessioni, congetture e un suo possibile finale.

Il quale non è del tutto alieno, anzi, a mio avviso, molto vicino alla verità.

Partiamo dagli ultimi anni di vita di Alexandre Alekhine, personaggio controverso e oscuro, appartenente a una famiglia della nobiltà zarista e poi con l’avvento del nuovo regine bolscevico fugge dall’Unione sovietica, entrando con essa in una polemica sferzante.

Qualcuno asserì, in seguito, che fece parte dell’Intelligence britannica. Per una serie di circostanze fiancheggiò il nazismo, fotografato con Hans Frank e Goebbels. Tutti avevano un motivo per odiarlo alla fine della seconda guerra mondiale, fa da sfondo il processo di Norimberga, svoltosi proprio in quel periodo.

I portoghesi stanno cambiando regime; l’Unione sovietica per questioni di prestigio vuole il titolo di nuovo a casa sua; gli ebrei condannano la sua condotta affianco ai nazisti; ma la verità sarà, forse, una sola: l’amore e la passione per questa nobile arte, gli scacchi, avranno reso un uomo al suo servigio, totalmente soggiogato.

Pur di giocare Alekhine accetterà qualsiasi compromesso.

Lui non odia gli ebrei, il suo ultimo amico è stato un ebreo, non è un antisemita, chiarirà solo concetti inerenti alla visione degli scacchi degli ebrei e dei gentili, tutto discutibile ma…. Non odia, non prova risentimento per nessuno, lui voleva solo giocare a scacchi. Alekhine era un genio, un alcolizzato, la storia è popolata da grandi artisti sregolati, deceduti per cause violente, tutto ciò non fa altro che accrescere il loro fascino e l’aurea, conquistatasi, di semidei.

Alekhine ha giocato male la sua ultima partita, gli scacchi sono un gioco duro e crudele, niente prigionieri, ma solo vincitori o vinti.

Cosa si nasconde realmente dietro la morte di Alexandre Alekhine? Mauresing formula delle ipotesi per pacificarci con la realtà.

Sicuramente possiamo affermare che la figura di Alekhine è molto enigmatica e controversa, la sua biografia lascia a notevoli interpretazioni e conclusioni.

Un romanzo intrigante, appassionante, proprio come una partita a scacchi.

 

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