L’incredibile piano della scrittrice senza nome

L'imprevedibile piano

Vani è una scrittrice, ma non una qualsiasi, è una ghostwriter, lavora per una casa editrice di Torino. Il suo lavoro è sommerso, non può mostrarsi in pubblico, quando si reca presso la casa editrice è in incognito, mai nessuno potrà tessere le sue lodi. Lei sa bene tutto questo e ci convive meravigliosamente perché odiando il mondo cosparso da esseri umani, quasi come una sociopatica, possiede un grande dono (oltre a quello di saper scrivere) è incredibilmente empatica. Osservando le persone lei riesce a immedesimarsi in loro, a sapere cosa pensano, le sono sufficienti piccole smorfie, movimenti del corpo, annusa l’aria, riesce a cogliere qualsiasi dettaglio. Sicuramente è un caso eccezionale, da studiare, ma tutto fila liscio fin quando non s’innamora di Riccardo, un bellissimo, prestante, affascinante scrittore, sull’onda del successo ma ora durante la stesura del suo secondo libro ha un blocco, non riesce a concludere, ad andare avanti. Lui la irretisce, la circuisce con i suoi stessi mezzi, stando attendo ai particolari e dicendo ciò che lei vuole sentire. Pur essendo scontrosa e sulla difensiva per natura, Vani cade nella rete e s’innamora, ma quando comprenderà di essere stata raggirata ed il motivo per cui è stato fatto, la sua vendetta sarà implacabile e gustosissima. In questa fase ho goduto come non mai, sono le piccole fasi ascendenti che ti fanno piacere un libro. Il romanzo diventa anche un po’ poliziesco con la storia di una scrittrice molto in voga per la quale Vani deve fare un lavoro, ma di punto in bianco sparisce. La nostra gostwriter con la sua arguzia ed il suo intuito riesce a risolvere insieme alla polizia questo caso.

La scrittura di Alice Basso è fluida e accattivante, ti prende, ti avvolge, certo non sarà alta letteratura ma per trascorrere pomeriggi senza sforzo, non pensando a nulla, vi assicuro che è l’autrice che fa per noi. Il personaggio di Vani è simpatico, interessante, senza troppe pretese ma proprio perché è diversa, insolita, piace. Forse un po’ meno la sua saccenteria che in alcuni passi diventa esasperante e irreale, ma è pur sempre un romanzo.

Alla fine del libro ho trovato un po’ megalomane pubblicare un’intervista fatta all’autrice alice basso(da chi? da un fantasma?) non si cita chi sia ad intervistarla, secondo me se l’è fatta sola. Queste sono le cose che detesto, per me l’autrice è caduta in un pozzo senza fine. Non si poteva evitare? Comunque mediante tale intervista si scopre che le storie della nostra empatica eroina Vani avranno un seguito. Buona nuova saga a tutti!

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