Il mare, una vela…un sogno

benassiAlessandra Benassi è una giovane scrittrice e poetessa, la sua prima pubblicazione Il mare, una vela…un sogno,  edita da Youcanprint, narra attraverso le poesie l’amore per un uomo che le ha regalato un sogno, una passione, quella del mare, del vento, alla ricerca dell’onda perfetta. Ho intervistato l’autrice per avere un fil rouge tra le sue opere e la sua vita. Con grande emozione mi sono addentrata nel suo mondo.

Come nasce Alessandra Benassi, prima ristoratrice o prima poetessa? Fin da piccola non stavo mai ferma, dovevo sempre fare qualcosa e ho sempre avuto l’abitudine di osservare molto e quando imparai a scrivere mi perdevo in frasi molto lunghe, pensieri fantasiosi ed ero molto descrittiva. Sono cresciuta in un ambiente legato alla cucina. Mia madre è stata cuoca per tantissimi anni e la sua forte passione per la cucina la trasmetteva in casa ogni giorno. Imparai a cucinare il mio primo piatto (un uovo fritto), che avevo all’incirca cinque anni e mezzo. Pensi un po’. Ma non seguii la strada di mia madre. Studiai chimica industriale – un’altra grande passione – e mi diplomai.  Ma nella fase adolescenziale, durante gli studi, incominciai a scrivere poesie e racconti brevi. La fantasia non mi è mai mancata e adoravo descrivere nei minimi particolari scene o immagini che mi erano rimaste impresse e che sentivo e rivedevo dentro di me. Quando riuscivo a ritagliarmi un po’ di spazio dallo studio, leggevo. Di tutto. Adoro leggere perché dalla lettura traggo ispirazione, non tanto per una trama o l’idea per una poesia, ma per il fatto che la mia mente si concentra. In questa fase entro in un mondo isolato da tutto che mi permette di scrivere ad oltranza. E quando sono così, non sento e non vedo niente, Scrivo e basta. Se non entro in questo stato, per me è impossibile scrivere. Perciò per rispondere alla sua domanda, posso soltanto dirle che Alessandra è tutte e tre le cose assieme. Ho fatto delle mie passioni, la mia vita. La cucina il mio lavoro. La chimica il mio pensiero. La poesia, la mia parola.

Il suo scritto è fresco semplice ma di forte impatto emotivo e sensoriale, le avevano già detto che faceva questo effetto? Fin dall’adolescenza mi hanno sempre detto che avevo una scrittura coinvolgente. E ho sempre vissuto ogni attimo della mia vita con passione, non saprei dirle il perché. Quando m’impegno su qualcosa, metto tutta me stessa, nella poesia si legge questo, sono semplicemente Alessandra. Non mi risparmio e tiro fuori ogni emozione di cui dispongo.

Come descriverebbe la sua poesia? La mia poesia è un insieme di pensieri e di emozioni, a volte contrastanti, che descrivono a pieno ciò che sono e sento. Ad esempio, questo libro parla del mare e dell’amore sconfinato che ho per il suo mondo. Un amore che da sempre mi accompagna e che per sempre mi accompagnerà, tanto che tempo fa diventai una sub. Molte delle poesie presenti in questo libro sono in metafora. Sfruttano l’amore per il mare e per gli sport acquatici, per spiegare in maniera indiretta quali sono i miei sogni di sempre

Mentre sta scrivendo quali sono le immagini che rivive, quali sono i profumi che rendono vivide le sue emozioni? C’è una poesia, LA PIU’ GRANDE, parla di un’onda, dal momento in cui nasce al suo proseguire a riva. Questa poesia è nata da un ricordo. Fin da ragazzina osservavo spesso il mare. In realtà ci stavo delle ore. Senza dire una parola. Sedevo in riva al mare e guardavo l’orizzonte.  Da lì, dal posto dei sogni (così lo chiamavo), immaginavo nascessero tante piccole onde, i sogni di ognuno di noi. Più lo desideravamo e più cresceva questo sogno, fino a diventare una grande e maestosa onda. In questa poesia in realtà si racchiudono i miei sogni di bimba accompagnati dai colori estivi del mare e dal profumo di salsedine. Le immagini e i profumi, vivono dentro di noi ed alimentano il nostro animo ogni volta che ne abbiamo bisogno.

Da dove nasce la sua ispirazione?  Le ispirazioni letterarie non sono diverse da qualsiasi altra ispirazione, nascono da ciò che abbiamo intorno, da ciò che viviamo ogni giorno in maniera diretta o indiretta. Dall’osservare gli altri o dall’articolo di un giornale. Da un paesaggio spettacolare o da un incontro imprevisto. 

Le creazioni di piatti culinari si possono paragonare per estro alla creazione letteraria? Certamente. Non cambia assolutamente niente. La passione è il mondo. La fantasia è alla base di tutto, il saper trarre vantaggio dall’osservare ciò che abbiamo attorno può fare di ognuno di noi un grande fantasista.

A chi s’ispira nello stile, c’è qualche poeta o scrittore che le fa da musa? Non ho nessuna musa, ma nella fase adolescenziale studiai Leopardi e ne rimasi colpita. Leopardi era un poeta sofferente e malinconico. Un uomo che soffriva per amore, ammirava, studiava e meditava la sua donna-ideale. Per certi versi, mi sento simile a lui, per la malinconia presente in alcune delle mie poesie.

Cosa ci dobbiamo aspettare ancora da lei? Il mio nuovo libro uscirà l’8 novembre, IL MIO CUORE A 360 GRADI. Le emozioni più belle e le lacrime più amare che accompagnano purtroppo il corso delle nostre vite.

 

LA PIU’ GRANDE  

All’orizzonte nasci.

Dall’orizzonte arrivi

con la distanza che ti fa crescere

e la forza delle maree.

Ti innalzi verso il cielo

con tutta la tua maestosità

in cerca della tua gloria

per poi proseguire in tutta la tua furia

ed il tuo importi al mondo.

                                                                                                    

Vi interessa leggere una nuova intervista su alessandra Benassi? Cliccate qui                                

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