La macchia umana

La macchiaLa macchia umana è un romanzo al vetriolo, il suo scrittore condanna il pensiero minimo borghese fatto di stereotipi e di gregarismi. Si scaglia contro tutti i bigotti ed i moralisti che fino a quando non sanno sono i tuoi migliori amici, ma nell’istante in cui una macchia sporca la tua immacolata camicia bianca tutti si dileguano senza sentire le ragioni o peggio, senza chiedere ed ascoltare la tua versione.

Semplicemente si dileguano, si assentano per non rischiare di sporcarsi, perché quello che più sta a cuore è il loro nome, la loro immagine riflessa in uno specchio, l’immagine che danno agli altri.

Roth mette in scena una strana storia, ci rapisce nel suo discorrere e poi diventa sleale, narra l’insolito caso, ma che in natura esiste, di un uomo bianco ma nato da genitori neri, quindi di razza nera a tutti gli effetti.

Il protagonista Coleman Silk stimato ed affermato professore universitario ad Athena nel New England, tutta la vita la trascorre a nascondere questo suo segreto, si allontana dalla sua famiglia, cambia università va dove tutti lo considerano un bianco, prenderà in seguito in giro sia la sua famiglia che i suoi figli che ignorano il suo inganno, ma proprio lui un giorno verrà accusato di razzismo durante una sua lezione.

La storia si svolge nel 1998, ma non credo che ad oggi le cose siano cambiate perché è la mentalità delle persone che non cambia ma rimane granitica.

Nel romanzo non mancano la passione ed il trasporto descritte da Roth per la relazione sentimentale di Coleman, vedovo settantunenne, con una donna molto più giovane di lui, Faunia, che vive in una fattoria a mungere le vacche, totalmente analfabeta.

Lo scrittore riesce benissimo a mettere insieme gli opposti di ogni cosa, il nero ed il bianco, il professore universitario e l’analfabeta, il tutto immerso nel liquido amniotico del moralismo dei concittadini e del protagonista stesso. I moralisti sono coloro che nella loro totale cecità verso la vita non riescono a vedere il bene ed il buono neanche se glielo sbatti davanti agli occhi. Ma la vita non sarà clemente con Coleman come Roth non lo è stato con lo stesso protagonista, condannandolo alla legge del contrappasso.

Lo stimato professore per tutta la vita ha cercato di nascondersi tra i bianchi rinnegando la sua famiglia , una madre che nonostante tutto continua sempre a volergli bene, dei fratelli che nel momento del bisogno sono lì, in attesa di un ravvedimento.

La storia si potrà concludere per Roth nel sottolineare il suo odio per un uomo così fatto, che rinnega le sue origini, rinnega il suo essere nero, depone le armi, non combatte contro una sociètà razzista e moralista , diventandolo lui stesso. Il pensiero borghese e l’essere beceri nell’animo ha distrutto lui e l’immagine della società americana.

Un romanzo meraviglioso con una scrittura che altro non può fare che farci pensare. Invito vivamente alla sua lettura ma se questo non potesse avvenire consiglio allo stesso modo il film, prodotto qualche anno fa, con un meraviglioso protagonista come solo lo sa essere Anthony Hopkins.

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