Le porte sulle emozioni nel libro di Giuliana Carta

EstelleGiuliana Carta autrice di una serie di racconti pubblicati dalla casa editrice Kimerik  con il nome de il Segreto di Estelle, sono racconti tra fantasia e realtà, tra desideri e la realizzazione di essi, posseggono un potere evocativo, vanno al di là della lettura per colpire nel nostro esistere, nel nostro inconscio, nel non risolto.
I suoi scritti vanno dritti al punto,  senza orpelli , ci fanno comprendere  la giusta strada da intraprendere attraverso un processo fatto di solitudine, intesa come mero processo interiore di crescita e viver bene con se stessi ed il mondo che ci circonda. I racconti sono sei, c’è la storia di Tommy, un bambino si sei anni, che forse con il suo agire riesce a sanare una situazione familiare in dirittura d’arrivo. La storia di Peter e Daniel, amici d’infanzia, un fatto tragico ed increscioso li separerà per sempre. La storia di due ragazze che grazie ad uno psichiatra riusciranno a scambiarsi la vita ed il loro destino. Queste sono solo alcuni esempi dei racconti ma c’è molto di più e dopo questo piccolo excursus, insieme all’autrice cerchiamo di comprendere meglio la sua opera e le sue motivazioni:

Nella prefazione del suo libro possiamo leggere: “… porte che si spalancano sulle emozioni e sulla storia di ognuno di noi…”. Qual è la sua storia, quale il suo vissuto che l’ha portata a prediligere questo genere letterario?La mia storia è quella di tante altre ragazze, di tante altre donne che, ognuna attraverso strade e percorsi differenti, si confrontano con una vita la quale, pur essendo sempre bella, non è mai un cammino in piano. La vita è sempre in salita e nasconde ad ogni angolo esperienze forti e drammatiche che non emergono quasi mai. Nella maggior parte dei casi restano prive di un racconto, ma tuttavia vivide e pulsanti dentro ognuno di noi, a prescindere dalla propria peculiare provenienza, cultura, attività. Forse è per questo che, a mio avviso, i racconti sono dentro di noi. Parlo in particolare di donne perché per noi l’esistenza si rivela un cammino più arduo e travagliato che per gli uomini; un tragitto spesso tinteggiato coi colori del dolore che poi fanno nascere il racconto. Per questo affermo che c’è un racconto già scritto, e chiuso nel cuore di ogni donna, che aspetta solo di esser narrato.

Quale dei sei racconti riportati nel  libro è il suo preferito e perché? Quello che amo di più è “Il segreto di Estelle”, che ha donato il nome alla raccolta. Credo che il motivo sia che è stato il primo che ho scritto. Amo anche gli altri racconti, ma…è un po’ quello che succede col primo figlio: quando lo partorisci sei così giovane, ingenua e sincera che ti rimane dentro per sempre.

Proprio in questi giorni è stato pubblicato dal quotidiano La repubblica un articolo “ Curare mente e corpo attraverso la lettura di libri…”, anche lei è una grande assertrice dell’effetto terapeutico della lettura? Ritroviamo mediante questa attività un nostro equilibrio? Sono a 360 ° un’assertrice di questa teoria. Il libro è uno strumento attraverso il quale ricercare noi stessi e le nostre storie, il nostro passato. Non importa quale sia la storia, di chi l’ha scritta, ciò che conta è che le mille sfaccettature di un libro non possono non riflettere almeno uno dei tanti frammenti di vita del lettore. E tramite il “revival” delle emozioni, la lettura è capace di curare molte ferite, un po’ come accade con alcune tecniche di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale.

Dal  profilo biografico ho notato che le sue scelte letterarie sono molto eclettiche, passa da Agatha Christie a Stephen King a letture particolari ed insolite come quelle di Lise Bourbeau e Neville Goddard. Lei crede in loro (intendo negli ultimi due), ma soprattutto crede che la loro filosofia possa aiutare realmente l’uomo ad essere migliore ad amarsi e ad accettarsi per quello che si è o per quello che si potrebbe diventare? Io credo di sì. Arrivare a loro è già una specie di punto d’approdo in chi per lungo tempo ha desiderato amarsi ed essere in pace con sé stessa. Questa è la principale premessa per apprezzare ed amare questi autori.

Perché i suoi racconti hanno una centralità nella camera da letto? Ho letto le motivazioni scritte nella prefazione da sua sorella Maria Giovanna, ma le sue quali sono? Le mie non sono molto dissimili da quelle di mia sorella Mary. La camera da letto è un luogo familiare, che odora di intimità, serenità, amore. È un luogo in cui far pace con noi stessi, coi nostri piccoli difetti ed i nostri peccati quotidiani. È  un luogo in cui siamo liberi di volerci bene. E per le premesse suddette, la lettura ci guida a questo, infine; ad un amore per noi stessi silenzioso e appassionato. Diversamente perché, sennò, tanti di noi amerebbero tanto la lettura?

Ringrazio l’autrice per il tempo che mi ha accordato.

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