Nives Bonetti ed il suo sogno

un panettiere 2Leggendo il libro di Nives Bonetti Un panettiere e una puzzola,  pubblicato dalla casa editrice Kimerik, sono rimasta piacevolmente colpita proprio dalla forte volontà che emana nel cercare di poter congiungere due mondi diversi quello degli adulti e quello dei bambini. Il desiderio o sogno che serba l’autrice, credo,  in parte con questo scritto, sia riuscita nel processo tanto auspicato. Spero che tutti i suoi lettori dagli adulti ai bambini possano imparare molto dal suo libro di favole e che lei continui in questo brillante percorso.

Cosa la porta verso il mondo dei bambini e il divenire una loro istitutrice? Il mondo dei bambini e’un mondo direi opposto al mondo degli adulti. Mi spiego: nel mondo dei bambini conta l’adesso, il momento, l’istante e sono concentrati completamente in quello che fanno. Guai a disturbare un bambino mentre gioca nella sua stanza. Il mondo degli adulti è opposto: non è nel presente ma in un tempo che potremmo definire fuori tempo nel senso che è o il passato o il futuro quindi non nel minuto che si sta vivendo ma in un minuto diverso quello già vissuto o quello che si vorrebbe vivere nel domani. Vivere nel mimuto che si sta vivendo è quello che mi affascina dei bambini e che vorrei imparare da loro. Per avvicinarmi sempre più al loro mondo ho voluto diventare o meglio ho desiderato diventare una loro istitutrice e anche per dare loro un po’di esperienza di cui sono assetati.

A mio avviso il suo libro è molto vicino al mondo degli adulti, come è nata l’idea di scrivere favole indirizzate a due mondi diversi? L’idea è nata perché nel mio immaginario vorrei che questi due mondi si unissero per completarsi e per crescere insieme prendendo per così dire il bello dell’uno e il bello dell’altro mondo. Agli adulti a volte mancano la fantasia la creatività e l’entusiasmo. Ai bambini manca veramente poco ma questo poco è importantissimo: mancano di saggezza , come si può definire la saggezza? Mi viene da dire che la saggezza è conoscenza messa in pratica . Loro mancano  conoscenza quindi non hanno gli strumenti per affrontare i problemi della vita e per decifrare i loro sentimenti . Se questi due mondi si incontrassero ci sarebbe un mondo migliore e più bello.

In Dolce dormire mette ben in evidenza il mondo come lei lo vorrebbe, pensa che il sogno possa trasformarsi in realtà, soprattutto consci di vivere in una società come la nostra?  Sarebbe bello che si trasformasse in realtà. Io sono ottimista e ogni giorno cerco nel mio piccolo di trattare le persone come se fosse già operativo questo mondo dove non esiste chi fa il male o  chi ferisce ma sono anche realista purtroppo siamo un po’ lontani dai buoni sentimenti.

Nella prefazione, cito: “[…]vivere il presente e vivere nel presente, senza pregiudizi o giudizi preconfezionati […]”, tutto ciò è realmente attuabile attraverso l’educazione, o necessitano altri mezzi? L’educazione può fare moltissimo soprattutto con l’esempio ossia trattando ogni singolo per un essere umano non facendo distinzioni, differenze o disparità fra uno e l’altro. I mezzi d’informazione possono aiutarci in questo inviandoci messaggi in cui ciò che conta non è il conto il banca o l’essere belli o appariscenti ma in cui ciò che conta è quello che si è dentro o quello che si è capaci di fare .

Ha mai vissuto un momento difficile nel suo lavoro che le ha fatto balenare l’idea di dire a se stessa: “ ok, ho capito, questo non è un lavoro per me, abbandono tutto!”? Mille è più volte ma poi la voglia, il desiderio di non arrendersi, di crederci e di crescere lavorativamente  parlando mi hanno dato il coraggio di continuare.

Ha qualche altro sogno nel cassetto ancora inconfessato? Tantissimi sia nella sfera privata che lavorativa .Sarei comunque molto felice e contenta anche solo di poter   continuare a scrivere per i  bambini e di riuscire così a strappare un piccolo grande sorriso che già vedo nel loro viso .

Ringrazio l’autrice per l’intervista e per il tempo che mi ha dedicato.

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