Dimenticare significa anche perdonare

La vita diLa frase con cui ho dato il titolo a questa mia nuova recensione sono anche le ultime parole che danno la fine a questo romanzo.

La vita di un’altra di Frédérique Deghelt, edito dalla Frassinelli, è un romanzo d’amore ma nel senso più ampio del termine, è un’indagine introspettiva nella vita di coppia, di due affermati professionisti francesi. Marie possiede un’importante impiego in una nota tv locale, Pablo è un attore ed anche regista.

Cosa accade in questa unione? Un giorno lei si sveglia con il marito che le dice che è tardi e bisogna preparare i bambini per portarli a scuola. Quali bambini? Lei non ha bambini  e tantomeno è sposata! Si sveglia, un maschietto e una femminuccia le saltano addosso, allora è tutto vero! Non si possono negare i fatti! Scopre così durante le ore, nel lento barcamenarsi del menage quotidiano, che lei ha letteralmente cancellato tredici anni della sua vita. Marie era andata a letto con un uomo conosciuto ad una festa e si risveglia tredici anni dopo con lo stesso uomo, che ha sposato e con cui ha fatto tre figli. Ma lei non ricorda nulla e come se avesse passato un colpo di spugna su tutto il passato vissuto con il padre dei suoi figli. Ma oltre alle difficoltà che deve affrontare quotidianamente come: ricordarsi cosa mangiano i suoi figli, chi conosce e chi non conosce, le sue attività, il suo ruolo all’interno del rapporto, la cosa che le procura più dolore è l’aver dimenticato le sue gravidanze, la nascita dei suoi figli, come è potuto accadere? Non vuole confidarsi con il marito e ne tantomeno turbare la serenità dei  figli, come spiegare loro la cancellazione di tutti questi anni? Ma nel bene e nel male tutti la guardano in modo strano, è diversa, è cambiata.

Si confiderà con qualcuno, che sente nel suo intimo, di cui potersi fidare, va da uno psicoterapeuta, qualcuno saprà darle una mano?

Inizia ad intuire che qualcosa di orribile deve essere accaduto nella sua vita per aver consentito  alla sua psiche di cancellare la donna che era e far uscire l’altra che era rimasta sopita negli ultimi anni. Ora convivono due Marie, una che conosce il passato ed una che sta vivendo il suo presente. Perché per vivere ha dovuto uccidere l’altra Marie? Perché ha dovuto uccidere una per far vivere l’altra?

Si dipanano strade e congetture sempre più ampie e varie ma pian piano indagando, vivendo alla giornata, scopre di amare Pablo, di amare i suoi figli, di vivere la felicità e l’attimo. Scopre che negli ultimi mesi la bellissima coppia che lei ed il marito avevano formato era entrata in crisi. Marie era diventata cupa, triste, introversa. Qualcosa la disturbava, non si comportava come un tempo, recupera una sorta di diario da lei stessa scritto qualche mese prima, anzi fino al giorno antecedente all’omicidio di se stessa. Scoprirà verità che non le fanno più male ma che ugualmente l’angosciano, la perdita di un figlio e il marito che…

Mi fermo qui è bello scoprire tutto l’intreccio intessuto molto bene dalla scrittrice, non deve essere rivelato, ma farlo apparire lentamente sotto i nostri occhi parola dopo parola, pagina dopo pagina, scoprire se stesse, scoprire un rapporto, scoprire un disegno che va aldilà della nostra gestione. Molte volte l’irrazionalità e più forte della razionalità, un espediente, un escamotage della nostra mente per salvarci…solo per salvarci dal baratro. Dimenticare per perdonare!

Per chi crede nella forza dell’amore.

cuore

 

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