Niente, più niente al mondo

Dopo quasi dieci anni dalla pubblicazione di questo bellissimo monologo di Carlotto è stato messo in scena l’anno scorso con la regia di Fabio Cherstich, ma la sua rappresentazione in teatro è apparsa anche nel 2010 diretto da Paolo Pierazzini (quella che io preferisco) .

Il libro lo meritava assolutamente, un solo personaggio: una donna/ madre/ moglie/domestica , con tono monocorde tagliente ed affilato, ci descrive la giornata di ordinaria follia della protagonista. Una vita fatta di rinunce, di stenti, fallimenti, con liste della spesa fatte solo ed esclusivamente ai discount, un’esistenza grigia ma che accomuna tanti italiani in questo periodo di crisi.

nientePiccolo particolare: il libro è stato scritto quando ancora la crisi economica – casse integrazioni, ditte chiuse, licenziamenti, disoccupazione a livelli inimmaginabili – non c’era e che di conseguenza ha portato con sé. Allora cosa non ha funzionato in questa nostra società? Non hanno funzionato i livelli di comunicazione culturale ed hanno straripato quelli della sottocultura, rimbambendo proprio i ceti meno difesi e più attaccabili dalla disinformazione e dalla televisione spazzatura. Questo è stata la reale colpa della nostra società quello di non aver saputo proteggere gli indifesi e quelli più esposti.

Una donna si trova sola a dover far fronte all’economia della famiglia, sobbarcarsi il licenziamento del marito Arturo e a dover crescere una figlia. Ma le sue idee non sono sane, avrebbe voluto che la figlia si prostituisca andando in televisione e finendo a letto con chiunque, pur di non farle fare la sua stessa fine, di repressa e fallita. Avrebbe preferito che la figlia non si guadagnasse da vivere facendo il pony express ma andasse da Maria De Filippi o al Grande fratello, almeno in questi posti prima o poi qualcuno di danaroso si trova da sposare e poter provvedere anche al mantenimento  della stessa madre.

Ma la donna nelle sue insensate elucubrazioni malsane non aveva previsto che la figlia si ribellasse a tutto questo, che non ricambiasse affatto il suo modo di agire e pensare, in altri termini sentiva come  abominevole il modo di pensare e di  agire della madre. La morte non poteva essere che un momento catartico di liberazione per le due donne.

Carlotto con il suo stile asciutto e affilato, mai ridondante, ci ha mostrato la realtà così vera, cruda come solo la realtà sa essere.

Ancora una volta lo scrittore ci propone delle figure femminili che governano e gestiscono i loro microcosmi, facendo apparire gli uomini dei semplici personaggi di contorno mai colorati ma sempre tristi, senza un’agire, senza un moto di ribellione, senza uno spessore.

L’angoscia e lo svilimento mi ha pervaso fin dalle prime battute del libro e mi ha accompagnato per tutta la lettura fino alla fine angosciante, devastante e straziante.

 

Dal libro:

[…]

Scusate per il disordine nella camera della bambina ma niente più niente al mondo servirà a rimettere a posto le cose. Niente più niente al mondo. È meglio che andiamo in salotto. Qualcuno desidera un caffè? Sì, dirò proprio così.

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4 thoughts on “Niente, più niente al mondo

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