Le luci nelle case degli altri

le luciIl mondo di Mandorla è  racchiuso nel condominio del palazzo dove lei abita Via Grotta Perfetta 315. La sua  mamma, amministratrice ( più una consulente terapeutica per i singoli abitanti che altro), un giorno quando Mandorla è piccola piccola muore in un incidente stradale con il suo motorino, lascia alla figlia una lettera dove i condomini trovano scritto che il padre di Mandorla è un uomo che vive nel condominio. Il putiferio si scatena ma contemporaneamente bisogna occuparsi di Mandorla che oramai è rimasta sola al mondo senza parenti e nessuno che si possa occupar di lei se non proprio loro: i condomini. Dopo riunioni estenuanti e crisi familiari, si arriva alla conclusione che nessuno di buon grado vuole fare il test del DNA e così un mese per ciascuno la bimba vivrà in un appartamento diverso con famiglie diverse.

Non tutto fila liscio, o meglio per Mandorla fondamentalmente gli anni scorrono piacevoli e coccolata da tutti, tranne dal fatto che ha sempre paura che un delinquente di nome Porcomondo possa rapirla, ucciderla, scombinare la sua vita. Ma in questi anni non ha mai abbandonato l’idea e la speranza di voler sapere quale sia suo padre, tutti le vogliono bene, tutti sono presenti nel momento del bisogno ( anche se la Gamberale descrive le varie meschinità e bassezze di ogni singolo nucleo familiare non lesinando di elogiare le loro perfezioni). Insomma l’autrice ci narra tanti microcosmi paralleli che accompagnano la vita della protagonista, lavoro interessante anche se in alcuni tratti mi ha annoiato un po’, ma lo apprezzo per il messaggio che ha voluto trasmettere e per l’originalità dello stile e della narrazione. Alla fine Mandorla avrà quello che sempre aveva desiderato solo in una maniera un po’ diversa da quello che lei aveva immaginato. Il finale meriterebbe una recensione a parte, meriterebbe di essere letto anche solo per quello.

Una buona lettura che ci tiene compagnia per alcuni giorni!

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